Cannabis sì o cannabis no, questo è il problema. L’Italia da anni è alle prese con il quesito

cannabis effetti positivi

amletico della legalizzazione della cannabis, divisa tra proibizionisti e possibilisti. Se l’opinione pubblica si divide sulla cannabis, non c’è unità di intenti neanche dal punto di vista scientifico e questo condiziona non poco le politiche dei diversi Paesi.

Negli Stati Uniti, ad esempio, ogni singolo Stato decide se legalizzare l’uso personale e medico della cannabis e, di fatto, anche nell’Unione Europea non esiste una visione comune sulla marijuana e sul suo inserimento tra le sostanze stupefacenti.

La conseguenza di questa schizofrenia è che ogni Stato si muove in maniera autonoma sia dal punto di vista normativo che giudiziario. L’Italia da anni è schierata tra i meno permissivi e la cosa non stupisce affatto perché la questione cannabis non è solo politica ma anche morale.

Qui da noi su argomenti del genere è ancora forte la voce della Chiesa, come già avevamo visto per il tema della prostituzione.

Eventuale legalizzazione della cannabis

Ma quali sono i pro e contro di una eventuale legalizzazione della cannabis? Ci sarebbe

Cannabis

sicuramente un maggiore controllo: legalizzare significa anche un maggiore controllo della distribuzione della cannabis, ponendo dei limiti precisi al possesso personale e stabilendo pene ancora più aspre per chi sfora le quantità consentite o arreca danno a persone o cose (ad esempio alla guida di un veicolo).

Utilizzo a fini terapeutici: in molti Stati la marijuana viene già utilizzata per alleviare il dolore dei malati terminali o comunque come ausilio durante cure particolarmente dolorose. In Italia non si capisce bene quale sia la posizione in merito, ma in ogni caso le procedure di accesso sono talmente ingarbugliate da scoraggiare anche il più illuminato dei medici.

Contrasto alla criminalità: se si esclude il coltivatore privato con la sua piantina sul balcone (che comunque rischia la denuncia) oggi il mercato della marijuana è nelle mani delle organizzazioni criminali. Legalizzare vorrebbe dire togliere una fetta importante del mercato degli stupefacenti proprio alla malavita, perché la produzione in territorio italiano sarebbe gestito dallo Stato.

Ma ci sarebbero anche dei contro in merito ad un’eventuale legalizzazione della Cannabis: Il rischio di abuso per esempio : legalizzare la marijuana significa di fatto renderne lecito l’utilizzo anche a livello morale.

La cannabis sia da assimilare

Il primo argomento dei critici è proprio la necessità di contrastare lo sviluppo di abitudini pericolose come il consumo di droghe, soprattutto nelle fasce d’età più giovani che sono più esposte. Di fatto, però, il fenomeno è in crescita già ora che la marijuana è illegale.

– La cannabis è una droga: il punto di vista di chi è contro parte da un presupposto
(e forse pregiudizio), ovvero che la cannabis sia da assimilare in tutto e per tutto alle altre droghe.

Secondo molti lo spinello non solo è inutile a livello medico ma espone persino al rischio di malattie gravissime. Secondo alcune ricerche fumare cannabis esporrebbe a un rischio di tumore polmonare circa venti volte maggiore rispetto alla normale sigaretta di tabacco, perché prevede una più profonda inalazione di catrame e monossido di carbonio.